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Ravenna e la cultura ludica partecipata

 

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Logo

Il design e senso del logo

L'ideazione del logo del sito www.dirittoalgioco.net è stato frutto di alcuni passaggi, e non è detto che esso sia definitivo, infatti con la quinta edizione della Festa prevista per il 28 maggio, si è in fase di sua ridefinizione.attenzione bambini in strada che giocano

Questo logo, cosi' com'è oggi, piace molto ai bambini e alle bambine, che quasi immediatamente comprendono che il gioco non ha niente a che vedere con i generi, i ruoli sociali del maschio e della femmina della cultura patriarcale.
Mostrando loro l'immagine e chiedendo che cosa vedono in esso, gradualmente emergono i vari dettagli e poi un'immagine completa, quella che dà appunto senso alla libertà di giocare al di là di costrizioni sociali, che trovano tutto il tempo che trovano nel qui ed ora del contesto socio culturale di appartenenza, ma nulla di universale.

Notano il bambino con la palla e poi la bambina con la corda, notano che sono dentro ad un triangolo rosso che li opprime e non gli permette di giocare liberamente, notano poi che sono i due "minori" stessi che si danno da fare per liberarsi dalla costrizione, agendo non conformemente alle "norme", sia perchè rompono la costrizione, e sia perchè è la bambina a tirare il calcio alla palla, mentre è il bambino che gioca alla corda.

liberi dalla costrizione lasciateci giocare
liberi di giocare

L'origine dell'ideazione del logo è stata avviata notando la copertina del libretto dal titolo "Le piazze dei giochi e dei diritti naturali di bimbi e bimbe" di Gianfranco Zavalloni, edito dal Gruppo Ricerca Tecnologie Appropriate, marzo 2001.
E si crede che l'immagine fosse anch'essa precedente, tratta da un cartello stradale ungherese, di quelli che vengono usati nei pressi di scuole, parchi, aree residenziali, in cui è esplicito per l'automobilista l'invito a porre maggiore attenzione alla sua guida in strada, in quanto potrebbero esserci bambini/e nei pressi che stanno giocando. E i bambini/e che giocano non sono prevedibili, è nel loro naturale comportamento dettato dall'essere appunto dentro alla "cornice del giocare", che si tolleri la divergenza.
E le regole stradali non sono proprio qualcosa che si confà con il giocare.

Esisteva a quel tempo una diversa sensibilità negli automobilisti, e la strada non era luogo vissuto con esclusività, solo per loro.

Oggi è una battaglia di civiltà tornare a concepire che la strada è un luogo pubblico, e questo è veramente arduo da fare comprendere.

Come italiani/e ci stiamo lentamente abituando a rallentare e fermarsi se si vede un pedone in procinto di attraversare sulle strisce pedonali. E anche i pedoni devono ricordarsi che è loro richiesto di accertarsi che l'automobilista ha ben capito che si vuole attraversare la strada, prima di mettere piede sulle strisce!!
ci sono anch'ioE c'è ancora molto da fare per concepire e costruire, trasformare le città in luoghi amici dei bambini e delle bambine. Luoghi in cui i "minori" cessino di essere tali... e si riapproprino di autonomia ed indipendenza, tanto negli spostamenti quanto nello scegliere dove e con chi andare a giocare.

Oggi non siamo più cosi' soddisfatti come un anno fa rispetto al logo del sito internet Dirittoalgioco.net, perchè per fortuna ci siamo accorti che dobbiamo fare ancora un ulteriore scatto di civiltà, includendo nell'immagine chi poco è rappresentato, chi è in carrozzina e non è per niente avvantaggiato a vivere la città, a poter liberamente giocare in essa, al parco come in un altro luogo pubblico; e tutto questo a causa sia di ostacoli infrastrutturali, della malattia e sia per ostacoli culturali.

Perciò, la persona in carrozzella dell'ultima immagine dice a tutti noi: "Hei ragazzi e ragazze ci sono anch'io!", egli è li a ricordarci che anche lui, o lei, hanno dei diritti e vogliono giustamente poter giocare e divertirsi come e con tutti/e noi e voi.
E voi che ne pensate?! Scriveteci a ciao@dirittoalgioco.net

diritto al gioco

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